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Archivio per categoria: Giurisprudenza

Sulle dichiarazioni discriminatorie di una imprenditrice

21 Marzo 2025/in Giurisprudenza

Trib. Busto Arsizio, sent. 3 febbraio 2025

Con la sentenza in commento, il Tribunale ha accertato che hanno carattere discriminatorio le dichiarazioni rese da una imprenditrice nel corso di un evento pubblico, nelle quali affermava di preferire uomini oppure donne sopra i quarant’anni per le posizioni dirigenziali nella sua azienda.

La forma in cui si è realizzata la discriminazione non è, di per sé, una novità, dal momento che è consolidato nella giurisprudenza della CGUE e della Cassazione che la discriminazione può essere compiutamente realizzata anche dalle esternazioni di soggetti capaci di incidere sui processi decisionali aziendali.  È viceversa assai innovativa l’enfasi posta in motivazione sulla natura multifattoriale e intersezionale della discriminazione attuata: infatti nel caso concreto si sovrappongono e combinano nel determinare il trattamento deteriore i fattori dell’età, del genere, degli impegni di cura e dello status matrimoniale.

Sul piano sanzionatorio, la Società è stata condannata ad un risarcimento simbolico e alla pubblicazione del dispositivo della sentenza, nonché all’attuazione di un ciclo di iniziative formative volte a rimuovere l’atteggiamento discriminatorio dalla cultura aziendale; quest’ultimo obbligo è altresì sorvegliato dalla previsione di una astreinte per il ritardo nell’adempimento.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/03/imprenditrice-donna-che-parla-in-pubblico.jpg 832 1472 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-03-21 18:01:562025-03-21 18:13:03Sulle dichiarazioni discriminatorie di una imprenditrice

Licenziamento per abuso di congedo parentale e accertamento con agenzia investigativa

6 Febbraio 2025/in Giurisprudenza

Cassazione, 4 febbraio 2025, n. 2618

La Cassazione conferma la legittimità del licenziamento per giusta causa di un dipendente che ha abusato del congedo parentale, utilizzandolo per attività estranee alle finalità previste. La Corte ha affermato che “L’uso distorto del congedo parentale costituisce violazione degli obblighi di correttezza e buona fede, giustificando il licenziamento per giusta causa”, In questo caso, l’accertamento è stato condotto tramite un’agenzia investigativa, il cui intervento è stato ritenuto legittimo poiché finalizzato a verificare comportamenti illeciti e lesivi del rapporto fiduciario. La sentenza ribadisce che il congedo parentale deve essere utilizzato esclusivamente per le esigenze familiari. Il datore di lavoro, avendo comprovato l’abuso, ha legittimamente licenziato il lavoratore.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2024/07/man-8537038_640.jpg 640 445 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-02-06 11:34:062025-02-06 11:34:06Licenziamento per abuso di congedo parentale e accertamento con agenzia investigativa

Lavoro agile e accomodamenti ragionevoli

6 Febbraio 2025/in Giurisprudenza

Cassazione, 10 gennaio 2025, n. 605

La Cassazione riconosce il lavoro agile come una misura di accomodamento ragionevole per i lavoratori con disabilità, in linea con quanto previsto dalla normativa antidiscriminatoria. Il datore di lavoro è tenuto a valutare seriamente la richiesta di smart working, a meno che non possa dimostrare che tale misura comporti un onere sproporzionato o ingiustificato per l’organizzazione aziendale. Per la Corte “Il rifiuto di concedere il lavoro agile, in assenza di valide ragioni, può configurarsi come discriminazione indiretta ai danni del lavoratore disabile”. La decisione della Corte rappresenta un passo significativo verso l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, promuovendo l’adozione di soluzioni flessibili che consentano la piena partecipazione al mercato del lavoro. La sentenza è di particolare interesse perché esamina i confini tra l’obbligo di accomodamento e la libertà organizzativa del datore.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/02/remote-working.jpg 832 1472 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-02-06 11:33:522025-02-06 11:33:52Lavoro agile e accomodamenti ragionevoli

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e obbligo di repêchage

6 Febbraio 2025/in Giurisprudenza

Cassazione, 20 gennaio 2025, n. 1364

La Corte ribadisce l’obbligo del datore di lavoro di dimostrare l’impossibilità di ricollocare il dipendente in altre mansioni compatibili prima di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Come è noto il datore di lavoro ha l’obbligo di esplorare ogni possibilità di conservare il rapporto di lavoro. La sentenza sottolinea che il datore deve fornire prove concrete dell’assenza di posizioni alternative, pena l’illegittimità del licenziamento. L’onere della prova circa l’impossibilità di assegnare il lavoratore a mansioni diverse grava, infatti, sul datore di lavoro. Questo orientamento si inserisce in una più ampia protezione del posto di lavoro e della stabilità occupazionale.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/02/licenziamento-ristrutturazione-aziendale-1.jpg 832 1472 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-02-06 11:33:382025-02-06 11:33:38Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e obbligo di repêchage

Abbandono del posto di lavoro e licenziamento per giusta causa

6 Febbraio 2025/in Giurisprudenza

Cassazione, 20 gennaio 2025, n. 1321

La Cassazione distingue tra “abbandono del posto di lavoro” e “semplice allontanamento”, confermando che il primo può giustificare il licenziamento per giusta causa, soprattutto se mette a rischio la sicurezza o la continuità del servizio. La Corte specifica che l’abbandono implica una volontà di sottrarsi agli obblighi lavorativi senza giustificazione, mentre l’allontanamento temporaneo potrebbe essere valutato in base alle circostanze specifiche. Per la Corte, l’abbandono del posto di lavoro, soprattutto se in mansioni di responsabilità, rappresenta una violazione particolarmente grave degli obblighi contrattuali, legittimando il licenziamento immediato.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/02/il-lavoratore-abbandona-il-lavoro-e-va-a-divertirsi.jpg 832 1472 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-02-06 11:33:252025-02-06 11:33:25Abbandono del posto di lavoro e licenziamento per giusta causa

Ancora sul whistleblowing

6 Febbraio 2025/in Giurisprudenza

Cassazione, 6 dicembre 2024, n. 31343

La Cassazione chiarisce che la protezione del whistleblower non si limita ai casi di illeciti già accertati, ma si estende anche alle segnalazioni effettuate in buona fede che si rivelano infondate. La sentenza sottolinea l’importanza della tutela del dipendente che segnala comportamenti scorretti, anche quando non si concretizzano in reati. Questo principio rafforza il ruolo del whistleblowing come strumento di prevenzione delle irregolarità aziendali, favorendo un ambiente di lavoro più trasparente. La Corte ha evidenziato che la buona fede del segnalante è il criterio cardine per la protezione legale, riducendo il rischio di ritorsioni e licenziamenti ingiustificati. La Corte afferma infatti che “La segnalazione, pur se successivamente non confermata, deve essere considerata meritevole di protezione se effettuata con la diligenza richiesta e in buona fede.”

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/02/un-whistleblower.jpg 832 1472 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22025-02-06 11:33:142025-02-06 11:33:14Ancora sul whistleblowing
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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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