Il Garante della Privacy censura Amazon per la schedatura dei propri dipendenti
Il Garante per la protezione dei dati personali, con un provvedimento del 24 febbraio scorso, ha vietato, in via d’urgenza e con effetto immediato, ad Amazon Italia Logistica s.r.l. di trattare alcuni dei dati di 1.800 dipendenti di uno dei suoi stabilimenti italiani.
L’azienda raccoglieva infatti, su una piattaforma accessibile a molti dei manager e tramite dei colloqui svolti con i lavoratori in seguito alle assenze, informazioni sensibili: patologie sofferte (Crohn, ernie, pacemaker), adesione a scioperi, attività sindacali e vicende private (malattie di familiari e parenti, separazioni coniugali), conservandole fino a 10 anni.
È stata accertata la violazione del divieto legale di raccogliere dati non rilevanti per l’attitudine professionale.
Il Garante ha anche ordinato alla società di provvedere a verificare, dandone riscontro entro 7 giorni, presso tutti gli altri stabilimenti logistici che utilizzano la piattaforma in questione, la liceità dei trattamenti posti in essere e ha infine disposto lo stop alla videosorveglianza vicino ad alcune aree riservate (in particolare bagni e aree ristoro).



