Obbligatorio l’accordo sindacale per i sistemi GPS delle guardie giurate
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 1511 del 16 febbraio scorso, ha chiarito che l’installazione dei sistemi di geolocalizzazione in dotazione alle guardie giurate non può essere considerato uno strumento necessario alla prestazione lavorativa ai sensi dell’art. 4, c. 2, Stat. Lav. e pertanto si dovrà seguire la procedura indicata dall’art. 4, c. 1, Stat. Lav. (accordo sindacale o autorizzazione).
Il parere dell’INL segue a un interpello presentato da un istituto di vigilanza, volto a chiarire se l’obbligatorietà della geolocalizzazione prevista dall’allegato A del D. M. n. 269/2010 possa comportare l’equiparazione dei sistemi Gps agli “strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione”, con conseguente esclusione della procedura di autorizzazione sindacale o amministrativa.
L’Ispettorato dopo aver ricostruito il quadro normativo succitato, che impone agli istituti che operano in ambiti territoriali estesi di garantire “un idoneo sistema di comunicazioni radio che consenta una reale comunicazione diretta tra la centrale operativa e il personale operativo impiegato nei servizi, con adeguato supporto planimetrico (c.d. geo-referenziazione)” rileva altresì che la stessa norma contempla a tale fine soluzioni alternative, come l’attivazione di centrali operative distaccate. Inoltre, il decreto ministeriale è fonte di rango secondario rispetto alla legge n. 300/1970. Per tali motivi, la normativa citata non è stata ritenuta sufficiente a superare l’obbligo di accordo sindacale previsto dall’articolo 4 Stat. Lav.



