La Corte di Giustizia dell’Ue sul requisito di 10 anni di residenza per accedere al Reddito di Cittadinanza
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, 7 maggio 2026, C-747/22
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 7 maggio 2026, ha dichiarato che gli articoli 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE in materia di attribuzione di protezione internazionale ostano alla normativa italiana che subordina la concessione del reddito di cittadinanza ai cittadini di paesi terzi beneficiari di protezione sussidiaria al requisito di aver risieduto in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, anche se tale requisito è imposto anche ai cittadini italiani.
La Corte ha infatti ritenuto che tale condizione costituisca una discriminazione indiretta nei confronti dei beneficiari di protezione sussidiaria, in quanto riguarda essenzialmente gli stranieri ed è più difficile da soddisfare per questi ultimi rispetto ai cittadini nazionali, senza che sia obiettivamente giustificata da esigenze legittime come il radicamento territoriale o la sostenibilità finanziaria della misura. Il reddito di cittadinanza, pur avendo una natura composita (assistenza sociale e sostegno all’occupazione), rientra pienamente nell’ambito di applicazione della direttiva, che garantisce la parità di trattamento in materia di accesso all’occupazione e assistenza sociale, senza che gli Stati membri possano aggiungere restrizioni non previste.



