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Archivio per categoria: Normativa

Il nuovo Regolamento Ue in materia di privacy

26 Gennaio 2018/in Normativa

Il prossimo 25 maggio 2018 diventerà operativo il nuovo Regolamento UE n. 2016/679 (inde, RGPD) in materia di trattamento dei dati personali. Tale provvedimento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea e sostituirà in toto la direttiva madre 95/46/CE sulla tutela della privacy.

Nuove garanzie per gli interessati al trattamento

  • Maggiore attenzione nella redazione delle informative.
  • Potenziamento del diritto di accesso ai dati e riconoscimento di un diritto di rettifica dei dati.
  • Introduzione del c.d. diritto all’oblio, consistente nel diritto alla cancellazione dei dati.
  • Introduzione del diritto alla portabilità dei dati.
  • Nuove garanzie in caso di profilazione.
  • Novità applicative in materia di controlli a distanza e utilizzabilità dei dati raccolti.

Nuovi obblighi a carico delle imprese e delle amministrazioni titolari del trattamento

  • Maggiore responsabilizzazione dei titolari e dei responsabili del trattamento.
  • Obbligo di adozione di misure tecniche e organizzative, finalizzate a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio del trattamento.
  • Introduzione del c.d. privacy impact assessment, vale a dire l’obbligo di effettuare la valutazione d’impatto che il trattamento potrà avere sulla protezione dei dati.
  • Obbligo di tenuta di un registro delle operazioni di trattamento (anche in formato elettronico) per i titolari del trattamento con più di 250 dipendenti e per tutti coloro che effettuano trattamenti a rischio.
  • Obbligo di notifica all’autorità di controllo in caso di violazione dei dati. Nel caso in cui sussistano ulteriori rischi, la legge pone a carico del titolare del trattamento l’obbligo di comunicare agli interessati l’avvenuta violazione.
  • Obbligo di nomina – per i soggetti che effettueranno trattamenti considerati a rischio – di un responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer).
  • Inasprimento delle sanzioni in caso di violazione degli obblighi o in caso di illiceità del trattamento

Le disposizioni speciali in materia lavoristica

  • All’art. 88 del RGPD viene riconosciuto agli Stati membri il potere di introdurre, con legge o con contratti collettivi, norme speciali che includano misure appropriate a salvaguardia della dignità umana e dei diritti fondamentali degli interessati. Una simiile previsione impone una attenta riflessione sull’esigenza di revisione degli atti aziendali in materia di controlli a distanza delll’attività lavorativa ai sensi dell’art. 4 dello statuto dei lavoratori come riformato dal Jobs Act.

 

 

 

 

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2018/01/protection-donnees-9-mois-pour-etre-conforme-RGPD.png 536 900 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2018-01-26 09:13:032018-01-26 09:13:19Il nuovo Regolamento Ue in materia di privacy
fischio

Approvata la legge sul Whistleblowing

19 Novembre 2017/in Normativa

Nella seduta di mercoledì 15 novembre, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, apportando modifiche ai decreti legislativi nn. 231/2001 e 165/2001, rispettivamente in materia di impiego privato e di impiego pubblico.

Tale disciplina è volta a garantire la riservatezza dell’identità del dipendente che segnala i presunti illeciti ed a neutralizzare potenziali misure ritorsive poste in essere ai danni del segnalante.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2017/11/578605.png 485 749 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2017-11-19 18:47:092017-11-19 19:19:25Approvata la legge sul Whistleblowing
famiglia

Il reddito di inclusione

11 Novembre 2017/in Normativa

Dal 14 ottobre 2017 è in vigore il d.lgs. n. 147 del 15 settembre 2017, recante disposizioni per l’introduzione di una nuova misura unica di contrasto alla povertà.

Il legislatore ha quindi adottato il c.d. REI (Reddito di inclusione): esso si sostanzia in una ‹‹misura a carattere universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un  progetto personalizzato  di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa  finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà›› (art. 2, comma2).

In linea generale, il REI prevede un sostegno economico (fino a un massimo di circa 485 euro mensili, per le famiglie più numerose) che varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e alle risorse di cui la famiglia dispone per soddisfare i bisogni di base. Il beneficio verrà concesso dall’INPS che, con una propria Circolare, renderà disponibili il modulo di domanda e le ulteriori istruzioni operative.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2017/11/pexels-photo-173666.jpeg 3648 5472 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2017-11-11 08:33:282017-11-11 08:33:28Il reddito di inclusione
Business people walking together in the city

Fondo di solidarietà per gli studi professionali

15 Ottobre 2017/in Contrattazione collettiva, Normativa

Il 3 ottobre 2017 è stato raggiunto l’accordo tra Confprofessioni e le organizzazioni sindacali del settore, Filcams, Fisascat e Uiltucs, per l’istituzione del Fondo di Solidarietà per il settore delle attività professionali.

Il fondo di solidarietà in questione dovrà ottenere il vaglio del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, tramite decreto che ex art. 26, c. 2, d.lgs n. 148/2015, dovrebbe essere adottato entro 90 giorni.

Nella fase di avvio, il fondo coprirà gli studi professionali che occupano mediamente più di tre dipendenti, allargando, quindi, il perimetro di soggetti coinvolti dall’articolo 26, c. 7, del d. lgs n. 148/2015, in attuazione della l. n. 183/2014, il quale prevede l’obbligo di istituzione dei fondi di solidarietà solo in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Il citato art. 26 enuclea le finalità che i fondi di solidarietà bilaterali si propongono di raggiungere in questi termini: “assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalle disposizioni di cui al predetto Titolo”.

 

 

 

 

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2017/10/sorriso.jpeg 3588 5718 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2017-10-15 12:18:262019-10-09 14:44:04Fondo di solidarietà per gli studi professionali
mani

Riduzioni contributive e contratti di solidarietà

2 Ottobre 2017/in Normativa

Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, diffuso il 28 settembre 2017 sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, vengono fissate nuove regole che consentiranno alle imprese di accedere alle facilitazioni contributive previste in caso di sottoscrizione di contratti di solidarietà.

Secondo le nuove direttive, la riduzione contributiva di cui all’art. 6, comma 4, del d.l. n. 510/1996 è riconosciuta in favore delle imprese che stipulano o hanno in corso contratti di solidarietà ai sensi degli articoli 1 e 2 del d.l. n. 726/1984 convertito, con modificazioni, in l. n. 863/1984, nonché, a decorrere dall’entrata in vigore del d.lgs n. 148/2015, in attuazione della l. n. 183/2014, ai sensi dell’art. 21, comma 1, lettera c, del medesimo decreto legislativo.

L’art. 2 del decreto interministeriale in oggetto dispone: “la riduzione contributiva di cui all’articolo 1 è riconosciuta nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%”

Il provvedimento in rassegna indica agli artt. 2, 3, 4 e 5 le modalità e i termini di presentazione dell’istanza da parte dell’impresa interessata a godere degli sgravi contributivi.

Per il 2017, l’istanza è presentata dal 30 novembre e fino al 10 dicembre dalle imprese che al 30 novembre abbiano stipulato un contratto di solidarietà, nonché dalle imprese che abbiano avuto un contratto di solidarietà in corso nell’arco dell’anno 2016.

Dal 2018 l’istanza deve essere presentata dal 30/11 di ogni anno e fino al 10/12 ma con riferimento alle imprese che abbiano stipulato un contratto di solidarietà entro il 30/11 dello stesso anno ovvero dalle imprese che abbiano avuto un contratto di solidarietà nel secondo semestre dell’anno precedente.

La riduzione contributiva può avere una durata massima di 24 mesi in un quinquennio mobile; per ottenerla, le aziende devono inoltrare un’istanza esclusivamente tramite posta elettronica certificata.

Le modalità di inoltro delle richieste e i relativi modelli sono reperibili nel sito www.lavoro.gov.it.

Lo sgravio non potrà mai eccedere le risorse destinate allo scopo (30 milioni per ogni anno); difatti, ai fini dell’accesso al beneficio, è previsto il rispetto dell’ordine cronologico di inoltro delle domande.

 

 

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2017/10/contratto-di-solidarietà.jpeg 3761 4643 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2017-10-02 11:53:282017-10-02 11:53:28Riduzioni contributive e contratti di solidarietà
vecchi con nipoti

Tfr e previdenza complementare

19 Settembre 2017/in Normativa

La l. n. 124/2017 ha previsto che gli accordi collettivi, anche a livello aziendale, potranno stabilire quanta parte del Tfr maturando potrà essere destinata dal lavoratore alla previdenza complementare e quanta lasciata nella disponibilità del datore, in modo da superare le resistenze dei lavoratori connesse alla perdita integrale di tale forma di liquidità.

In particolare, l’art. 38 lettera a), in parziale modifica del d. lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, dispone espressamente: «Gli accordi possono anche stabilire la percentuale minima di TFR maturando da destinare a previdenza complementare. In assenza di tale indicazione il conferimento è totale»

Un’ulteriore novità riguarda il prepensionamento integrativo complementare.

Il diritto a ricevere le somme a titolo di pensione integrativa si matura, in via generale, quando il lavoratore ha maturato il diritto alla pensione obbligatoria pubblica erogata dall’INPS e ha partecipato per un periodo di almeno cinque anni alla previdenza complementare.

Si prevedeva la possibilità di anticipare l’ottenimento della pensione complementare a fronte dello stato di disoccupazione da più di 48 mesi e per un anticipo massimo di cinque anni rispetto ai requisiti ordinari previsti per il pensionamento pubblico.

La l. n. 124/2017 ha esteso la facoltà di conseguire le prestazioni in via anticipata per un periodo di disoccupazione superiore ai 24 mesi a condizione che il richiedente non sia in anticipo per più di cinque anni dal pensionamento nel regime pubblico obbligatorio.

L’art. 38, lettera b), della l. n. 124/2017 dispone: «Le forme pensionistiche complementari prevedono che, in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi, le prestazioni pensionistiche o parti di esse siano, su richiesta dell’aderente, consentite con un anticipo di cinque anni rispetto ai requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza e che in tal caso possano essere erogate, su richiesta dell’aderente, in forma di rendita temporanea, fino al conseguimento dei requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio. Gli statuti e i regolamenti delle forme pensionistiche complementari possono innalzare l’anticipo di cui al periodo precedente fino a un massimo di dieci anni».

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2017/09/immagine.jpeg 1536 2304 admin https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png admin2017-09-19 17:16:592017-09-19 17:16:59Tfr e previdenza complementare
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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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