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Archivio per categoria: Giurisprudenza

Licenziamento disciplinare: in pacifica assenza di forma scritta della contestazione disciplinare, il licenziamento è inesistente

7 Settembre 2026/in Giurisprudenza

Cass. 2 agosto 2026, n. 24378

La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un licenziamento disciplinare intimato senza una preventiva contestazione scritta ad una lavoratrice con mansione di cameriera ai piani. La Corte d’Appello di Napoli aveva stabilito che in pacifica assenza di forma scritta della contestazione disciplinare, il licenziamento doveva considerarsi inesistente.

La datrice di lavoro ha presentato ricorso in Cassazione con cinque motivi tutti respinti dai Giudici di legittimità. Una conferma del lungo percorso compiuto dalla giurisprudenza nella paziente lettura e nella non facile sistemazione delle riforme in tema di licenziamenti che hanno interessato il diritto del lavoro negli ultimi quattordici anni.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2025/12/Gemini_Generated_Image_1oqsz31oqsz31oqs1.png 768 768 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22026-09-07 17:53:042026-09-07 17:53:04Licenziamento disciplinare: in pacifica assenza di forma scritta della contestazione disciplinare, il licenziamento è inesistente

Non è assorbibile il superminimo se il mancato assorbimento diventa uso aziendale

7 Settembre 2026/in Giurisprudenza

Cass. 21 luglio 2026, n. 23704

La Cassazione ha stabilito che il superminimo individuale non può essere assorbito dai successivi aumenti contrattuali se, nel tempo, l’azienda ha ripetutamente evitato di assorbirlo in occasione di vari rinnovi del CCNL. Questo comportamento reiterato e generalizzato costituisce un uso aziendale che vincola il datore di lavoro, il quale può sottrarsi solo con una manifestazione chiara e univoca.

Nel caso esaminato, il lavoratore aveva percepito il superminimo dal 1993 senza che fosse mai stato assorbito. La Corte d’Appello aveva già riconosciuto la non assorbibilità, e la Cassazione ha confermato, rigettando il ricorso della società.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2024/11/calculator-385506_640.jpg 377 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22026-09-07 17:52:342026-09-07 17:52:34Non è assorbibile il superminimo se il mancato assorbimento diventa uso aziendale

La rappresentatività comparativa si misura con riferimento al settore in cui i lavoratori operano

7 Settembre 2026/in Giurisprudenza

Trib. Civitavecchia, 27 agosto 2026

Il Tribunale di Civitavecchia ha rigettato il ricorso proposto da un’organizzazione sindacale ex art. 28 Stat. Lav.  contro una società operante nel settore della sicurezza aeroportuale per presunta condotta antisindacale legata al diniego di costituzione di una RSA. Il Giudice, applicando il principio della ragione più liquida, ha superato le questioni preliminari sulla legittimazione passiva per valutare direttamente la sussistenza del diritto vantato alla luce dell’art. 19 Stat. Lav., come ridefinito dalla sentenza n. 156/2025 della Corte Costituzionale che ha esteso il riconoscimento del diritto alla costituzione di RSA anche alle “associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

Nel merito la Giudice ha chiarito che il parametro della rappresentatività comparata a livello nazionale, per come recentemente innestato dalla Consulta nell’art. 19 Stat. Lav., deve essere declinato con specifico riferimento al settore e alla categoria professionale di appartenenza – identificata nel caso di specie nella gestione della sicurezza aeroportuale – sulla base delle attività concretamente svolte dai lavoratori e dell’impresa, secondo le indicazioni normative in materia.

Sulla base di tali criteri, il Tribunale ha ritenuto che il sindacato ricorrente non abbia fornito prove sufficienti ad attestare una maggiore forza rappresentativa nello specifico settore aereo e della sicurezza aeroportuale. Di conseguenza, il mancato riconoscimento del diritto alla costituzione della RSA esclude la natura antisindacale del diniego opposto dal datore di lavoro.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2026/07/6.png 768 1408 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22026-09-07 17:50:292026-09-07 17:50:29La rappresentatività comparativa si misura con riferimento al settore in cui i lavoratori operano

È valido il patto di prova se le mansioni emergono dal contesto precontrattuale

7 Settembre 2026/in Giurisprudenza

Trib. Milano, 15 giugno 2026

Il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso con cui un lavoratore aveva impugnato il licenziamento intimatogli per mancato superamento del periodo di prova. Il dipendente, assunto con inquadramento nel I Livello del CCNL Commercio come “Sales Manager”, sosteneva la nullità del patto di prova per indeterminatezza delle mansioni, oltre a eccepirne l’invalidità funzionale per l’assegnazione di compiti eterogenei e il positivo superamento della prova stessa.

Il profilo di maggior rilievo della pronuncia consiste nella statuizione che il patto di prova è pienamente valido in quanto la dizione contrattuale (“Sales Manager, in particolare addetto allo sviluppo commerciale, gestione clienti e gestione del team di sales & account”) e la documentazione precontrattuale – inclusi l’annuncio su LinkedIn, il curriculum vitae e le email del lavoratore – identificavano chiaramente le mansioni previste. L’interpretazione del patto di prova, secondo la giudice, va infatti compiuta non soltanto alla luce dell’intero testo negoziale ma anche della comune intenzione delle parti come desumibile dal loro comportamento, anche valorizzando il pregresso bagaglio lavorativo esplicitato nel curriculum nonché il tenore delle comunicazioni in fase precontrattuale.

Inoltre, il Tribunale ha ritenuto infondata la presunta divergenza di mansioni, evidenziando che le attività collaterali svolte (partecipazione a fiere e pubblicazione di post) rientravano nei compiti tipici del ruolo e che non è stato dimostrato un impatto negativo sulla prova derivante da altre mansioni operative.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/01/240_F_241859431_4rnC9NexU6n7V7SBydRAYD9wdUu0r7Ll.jpg 240 360 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22026-09-07 17:49:342026-09-07 17:49:34È valido il patto di prova se le mansioni emergono dal contesto precontrattuale

Le prime due sentenze sulla partecipazione gestionale nel vigore della l. n. 76/2025

28 Luglio 2026/in Giurisprudenza

Trib. Roma, 14 luglio 2026

Trib. Rieti, 22 luglio 2026

Il Tribunale di Roma, rigettando il ricorso presentato da una organizzazione sindacale, ha avuto modo di pronunciarsi per la prima volta su un caso di partecipazione gestionale. La controversia originava infatti dall’unica esperienza partecipativa nell’ordinamento italiano, in cui sia stata prevista l’inserzione di un rappresentante dei lavoratori nel Consiglio di Amministrazione della società. Nel caso di specie si tratta di una società a controllo pubblico del Comune di Rieti che aveva già introdotto unilateralmente, con una mera modifica statutaria, tale forma di partecipazione organica prima dell’approvazione della legge n. 76/2025. Entrata in vigore la legge sulla partecipazione dei lavoratori la società ha introdotto un regolamento elettorale in accordo solo con alcune organizzazioni sindacali. Sui potenziali profili di discriminatorietà dei requisiti per l’elettorato passivo (anzianità, permessi, distacco, pensionamento nel corso del mandato etc.) fissati da tale regolamento si è concentrato il ricorso ex art. 28, d. lgs. n. 150/2011 presentato dal sindacato, che è stato rigettato dal giudice di Roma, il quale ha escluso la sussistenza del carattere discriminatorio dei suddetti limiti del regolamento elettorale.

Il Tribunale di Rieti invece, sempre con riferimento alla medesima vicenda, ha accolto un ricorso ex art. 28 Stat. Lav. dichiarando l’antisindacalità della condotta datoriale consistente nella determinazione unilaterale del già citato regolamento elettorale, non fatto oggetto di contrattazione collettiva – come invece è previsto dall’art. 4, c. 2 della legge cit. – ma soltanto inviato dalla società alle categorie delle organizzazioni sindacali con la mera richiesta di pareri e osservazioni.

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Licenziamenti nelle piccole imprese: inammissibile secondo la Consulta la questione di costituzionalità sul tetto all’indennità

28 Luglio 2026/in Giurisprudenza

Corte cost., 17 luglio 2026, n. 131

La Corte costituzionale, con l’ordinanza n. 131 depositata il 17 luglio 2026, ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale relativa all’articolo 9, comma 1, d. lgs. n. 23/2015, nella parte in cui prevedeva il limite massimo di sei mensilità per l’indennità spettante in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese.

La Corte ha rilevato che la questione – sollevata dal Tribunale di Padova – era ormai priva di oggetto, essendo il tetto risarcitorio già stato dichiarato incostituzionale dalla sentenza n. 118 del 2025. L’ordinanza conferma così gli effetti della precedente pronuncia, che ha eliminato il limite massimo per consentire al giudice di determinare un’indennità maggiormente adeguata alle peculiarità del caso concreto e alla funzione compensativa e deterrente della tutela.

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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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