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Archivio per categoria: Giurisprudenza

Opposizione all’iscrizione a ruolo di contributi previdenziali: legittimazione esclusiva dell’INPS

16 Marzo 2022/in Giurisprudenza

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, con la sentenza 8 marzo 2022 n. 7514, dirimono un contrasto della giurisprudenza della sezione lavoro oscillante tra l’ipotesi di un litisconsorzio necessario dell’INPS e del concessionario e quella di un litisconsorzio provocato dalla chiamata in giudizio a istanza di parte o d’ufficio, relativamente al caso in cui il contribuente, venuto a conoscenza dell’iscrizione a ruolo di un suo debito per contributi previdenziali, chiami in giudizio il concessionario alla riscossione, chiedendo l’accertamento dell’infondatezza della pretesa creditoria, in mancanza di notifica della cartella di pagamento, e la prescrizione del credito.

Per le Sezioni Unite la legittimazione passiva spetta esclusivamente all’ente impositore e quindi all’INPS, anche se la questione di merito (la prescrizione) deriva dalla mancata notifica della cartella esattoriale da parte del concessionario.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2015/05/inps_logo_3.jpg 330 518 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22022-03-16 18:31:292022-03-16 18:31:29Opposizione all’iscrizione a ruolo di contributi previdenziali: legittimazione esclusiva dell’INPS

Licenziamento e giustificazioni tardive del dipendente

16 Marzo 2022/in Giurisprudenza

La Cassazione, Sez. lav., con sentenza 7 marzo 2022, n. 7392, ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito circa l’illegittimità del licenziamento per la violazione dell’obbligo del datore di lavoro di sentire preventivamente il lavoratore a discolpa, integrante una violazione della procedura di cui all’art. 7 Stat. lav. con applicazione della tutela prevista dall’art. 18, comma 6, Stat. lav.

Il caso affrontato, riguardava la mancata considerazione delle difese scritte da parte del datore di lavoro, il quale le aveva ritenute tardive nonostante queste fossero state scritte tempestivamente ma pervenute oltre i cinque giorni. Ciò equivale, tuttavia, a negare al lavoratore il suo diritto di difesa e al contraddittorio, con violazione del procedimento sancito dall’art. 7 della Stat. lav.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png 0 0 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22022-03-16 18:20:142022-03-16 18:20:14Licenziamento e giustificazioni tardive del dipendente

Misure urgenti nei luoghi di lavoro e nelle scuole

16 Marzo 2022/in Giurisprudenza

È stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2022, la legge 4 marzo 2022, n. 18, di conversione del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante: “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore”.

Per quanto concerne le misure di natura lavoristica, risulta confermato l’impianto del decreto-legge e, in sede di conversione, è stato introdotto l’articolo 5-ter, il quale statuisce che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, i genitori lavoratori dipendenti privati che hanno almeno un figlio in condizioni di disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992, o almeno un figlio con bisogni educativi speciali, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore e che l’attività lavorativa non richieda necessariamente la presenza fisica, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81/2017.

Ferma restando l’applicazione della  disciplina  già  stabilita dai contratti collettivi nazionali, fino alla cessazione dello stato di emergenza, per i genitori lavoratori dipendenti pubblici le condizioni suindicate costituiscono titolo prioritario per  l’accesso al lavoro agile.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png 0 0 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22022-03-16 18:19:252022-03-16 18:19:25Misure urgenti nei luoghi di lavoro e nelle scuole

Nullità della rinuncia a diritti futuri e contratto a tempo determinato

16 Marzo 2022/in Giurisprudenza

Con la sentenza del 1° marzo 2022 n. 6664 la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ribadisce che è nullla la rinuncia ad un  “diritto futuro” che non è ancora sorto nel momento di stipulazione dell’atto dispositivo.

Nel caso affrontato, durante una causa d’impugnazione del termine apposto a un contratto di lavoro della durata di 35 mesi e 18 giorni, si giungeva ad una conciliazione in cui l’impresa si impegnava ad assumere nuovamente a termine per quattro mesi il ricorrente, il quale rinunciava, a sua volta, ad avanzare qualsiasi pretesa nascente da tale ultimo contratto.

Alla cessazione del nuovo contratto, il lavoratore promuoveva un nuovo giudizio, sostenendo la nullità della conciliazione e chiedendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato, per superamento del termine massimo di durata di trentasei mesi. La Corte gli ha dato ragione, ritenendo che il lavoratore, al momento della conciliazione, aveva maturato il diritto a far valere l’illegittimità del precedente contratto (già impugnato e oggetto di giudizio) ma non aveva maturato il diritto a far valere l’illegittimità del successivo contratto per superamento del limite dei trentasei mesi.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/05/pexels-photo-1040157-1-e1621194428639.jpeg 426 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22022-03-16 18:15:322022-03-16 18:15:32Nullità della rinuncia a diritti futuri e contratto a tempo determinato

I nuovi articoli 9 e 41 della Costituzione: una svolta anche per il diritto del lavoro?

28 Febbraio 2022/in Giurisprudenza

Con la Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1 vengono introdotte modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente.

Nell’art. 9 viene introdotto un secondo comma che si fa carico di affermare la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, prevedendo che una legge dello Stato disciplinerà i modi e le forme di tutela degli animali.

Nell’art. 41 si aggiungono, nel secondo comma, i riferimenti alla salute e all’ambiente e, nel terzo comma, spunta l’orizzonte dei fini ambientali.

Il legame fra salute ed ambiente e quello fra ambiente di lavoro e ambiente in senso generale interessano molto da vicino il diritto del lavoro e le sue connessioni con il tessuto economico e sociale: la crisi pandemica e la crisi energetica ce lo ricordano tutti i giorni.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2020/03/i-camini-del-fumo-delle-fabbriche-e-la-produzione-di-edifici-per-uffici_73101-374.jpg 417 626 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22022-02-28 16:11:502022-02-28 16:29:10I nuovi articoli 9 e 41 della Costituzione: una svolta anche per il diritto del lavoro?

Licenziamento disciplinare e immediatezza del provvedimento espulsivo

15 Febbraio 2022/in Giurisprudenza

Con ordinanza n. 2869 del 31 gennaio 2022 la Corte di Cassazione, pronunciandosi in tema di licenziamento disciplinare, ha ribadito che l’immediatezza del provvedimento espulsivo rispetto alla mancanza addotta a sua giustificazione ovvero a quello della contestazione, si configura quale elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a ritenere che il datore di lavoro abbia soprasseduto al licenziamento ritenendo non grave o comunque non meritevole della massima sanzione la colpa del lavoratore.

La Corte ha ricordato che tale requisito deve essere inteso in senso relativo, potendo essere compatibile con un intervallo di tempo, più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessità della struttura organizzativa dell’impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso.

 

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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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