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Archivio per categoria: Giurisprudenza

Svolgimento di altra attività durante la malattia e licenziamento per giusta causa

2 Novembre 2021/in Giurisprudenza

Con ordinanza n. 26709 del 1°ottobre 2021 la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento per giusta causa irrogato al dipendente per aver tenuto, durante il periodo di malattia, uno stile di vita ritenuto non compatibile con la patologia che lo affliggeva e, in ogni caso, idoneo a pregiudicarne la guarigione.

Gli Ermellini, in particolare, hanno confermato la sentenza di merito che aveva operato una sussunzione della fattispecie in esame nella normativa relativa all’obbligo di entrambe le parti di attenersi ai doveri di correttezza e buona fede nell’attuazione del rapporto di lavoro.

La Corte in proposito ha ricordato che lo svolgimento di altra attività da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, oltre che nell’ipotesi in cui tale attività esterna sia di per se’ sufficiente a fare presumere l’inesistenza della malattia, dimostrando quindi, una fraudolenta simulazione, anche nel caso in cui la medesima attività, valutata con giudizio ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione o il rientro in servizio, con conseguente irrilevanza della tempestiva ripresa del lavoro alla scadenza del periodo di malattia.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2020/03/documento-della-tenuta-della-mano-dell-avvocato-maschio-sullo-scrittorio-nell-aula-di-tribunale_23-2147898384.jpg 352 626 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-11-02 10:59:282021-11-02 10:59:28Svolgimento di altra attività durante la malattia e licenziamento per giusta causa

Contenuti offensivi postati su facebook e licenziamento disciplinare

21 Ottobre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza n. 27939 del 13 ottobre 2021 la Corte di Cassazione ha affermato che integra giusta causa di licenziamento la condotta del lavoratore che pubblica sul profilo facebook un post dal contenuto offensivo nei confronti dei superiori e dei vertici aziendali.

La Corte, in particolare, ha precisato che l’esigenza di tutela della libertà e della segretezza sussiste solo in relazione a messaggi scambiati in una chat privata, in quanto, essendo diretti unicamente agli iscritti ad un determinato gruppo e non ad una moltitudine indistinta di persone, possono essere considerati al pari della corrispondenza privata, chiusa e inviolabile.

Nel caso di specie, il commento offensivo nei confronti della società datrice di lavoro è stato diffuso su facebook, mezzo ritenuto idoneo a determinare la circolazione del messaggio tra un gruppo indeterminato di persone.

Ad avviso degli Ermellini, i contenuti così pubblicati possono, dunque, essere legittimamente utilizzati in funzione probatoria.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/10/240_F_419117449_iZVB5r2He4mF0YkK7pXfH9qxRweclruK.jpg 457 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-10-21 18:28:162021-10-21 18:32:27Contenuti offensivi postati su facebook e licenziamento disciplinare

Controllo sul risultato e subordinazione

10 Ottobre 2021/in Giurisprudenza

Con l’ordinanza n. 23816 del 2 settembre 2021 la Corte di Cassazione ha ribadito che elemento indefettibile del rapporto di lavoro subordinato – e criterio discretivo, nel contempo, rispetto a quello di lavoro autonomo – è la subordinazione intesa come vincolo di soggezione personale del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro, che inerisce alle intrinseche modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative e non già soltanto al loro risultato.

Hanno invece carattere sussidiario e funzione meramente indiziaria altri elementi del rapporto di lavoro quali, ad esempio, la collaborazione, l’osservanza di un determinato orario, la continuità della prestazione lavorativa, l’inserimento della prestazione medesima nell’organizzazione aziendale e il coordinamento con l’attività imprenditoriale, l’assenza di rischio per il lavoratore e la forma della retribuzione.

Tali elementi, lungi dal surrogare la subordinazione o, comunque, dall’assumere valore decisivo ai fini della qualificazione del rapporto, possono, tuttavia, essere valutati globalmente come indizi della subordinazione stessa, tutte le volte che non ne sia agevole l’apprezzamento diretto a causa di peculiarità delle mansioni, che incidano sull’atteggiarsi del rapporto.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2020/03/documento-della-tenuta-della-mano-dell-avvocato-maschio-sullo-scrittorio-nell-aula-di-tribunale_23-2147898384.jpg 352 626 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-10-10 23:43:182021-10-10 23:43:18Controllo sul risultato e subordinazione

Controllo del pc aziendale per ragioni tecniche e licenziamento disciplinare

10 Ottobre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza n. 25731 del 22 settembre 2021, la Corte di Cassazione ha affermato che il controllo del computer in uso al lavoratore, inizialmente determinato esclusivamente da ragioni tecniche ed esigenze di manutenzione del sistema, non può assumere poi – una volta rilevata l’esistenza di conversazioni litigiose – la natura di un “controllo difensivo”.

Nel caso di specie, la società a seguito del controllo effettuato dal personale IT (tecnico informatico) che doveva verificare – in occasione della chiusura della chat aziendale e del conseguente progressivo suo abbandono – se vi fossero dati aziendali da conservare, era venuta a conoscenza di conversazioni aventi contenuto pesantemente offensivo nei confronti di una superiore gerarchica tra una lavoratrice ed una collega. Per tale motivo alla lavoratrice veniva intimato licenziamento per giusta causa.

La Corte di Cassazione, confermando la sentenza di merito, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento in ragione dell’inutilizzabilità dei dati estratti dalla chat, avendo la società omesso di dare la necessaria tempestiva ed adeguata informazione ai dipendenti ai sensi dell’art. 4 comma 3 della legge n. 300 del 1970.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/02/close-up-pen-financial-report-with-window-background_1098-3481.jpg 426 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-10-10 23:41:462021-10-10 23:41:46Controllo del pc aziendale per ragioni tecniche e licenziamento disciplinare

Covid-19: sospensione del lavoratore non vaccinato e obbligo di repechage

28 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza del 15 settembre 2021 il Tribunale di Milano ha affermato, in applicazione della disciplina introdotta dal d.l. n. 44/2021 convertito con modificazioni in l. n. 76/2021, che in ambito socio-sanitario, la sospensione del lavoratore che rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione rappresenta una extrema ratio.

In caso di sospensione del rapporto per impossibilità temporanea della prestazione grava, infatti, sul datore di lavoro un onere probatorio analogo a quello previsto per il caso di licenziamento per impossibilità definitiva della prestazione (i.e. impossibilità del c.d. repechage): in ambedue i casi il datore di lavoro è onerato di provare di non poter utilizzare il lavoratore in altra posizione di lavoro o in altre mansioni equivalenti o inferiore.

Nel caso di specie, nel quadro della vigente disciplina in tema di obbligo di vaccinazione per le professioni sanitarie e socio-sanitarie, il datore dovrà verificare l’esistenza in azienda di posizioni lavorative alternative, astrattamente assegnabili al lavoratore, atte a preservare la condizione occupazionale e retributiva, da un lato, e compatibili, dall’altro, con la tutela della salubrità dell’ambiente di lavoro, in quanto non prevedenti contatti interpersonali con soggetti fragili o comportanti, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/05/minimal-vaccine-bottles-composition-calendar_23-2148892398.jpg 426 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-09-28 10:52:402021-09-28 10:52:40Covid-19: sospensione del lavoratore non vaccinato e obbligo di repechage

Omissione delle procedure di informazione e consultazione sindacale e cessazione dell’attività di impresa

28 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con il decreto del 20 settembre 2021 il Tribunale di Firenze ha affermato che è antisindacale la condotta della società che, in violazione del contratto collettivo e degli accordi aziendali, impedisce alle organizzazioni sindacali di interloquire nella fase di formazione della decisione di procedere alla cessazione totale dell’attività d’impresa.

 Nel caso di specie, la società dopo aver omesso le procedure di consultazione e confronto previste dal CCNL aziende metalmeccaniche e dagli specifici accordi aziendali, aveva collocato tutti i dipendenti in ferie/permesso o aspettativa retribuita ed avviato la procedura di licenziamento collettivo senza il preventivo ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il Tribunale ha osservato che, pur non essendo in discussione la discrezionalità dell’imprenditore rispetto alla decisione di cessare l’attività di impresa (espressione della libertà garantita dall’art. 41 Cost.), nondimeno la scelta imprenditoriale deve essere attuata con modalità rispettose dei principi di buona fede e correttezza contrattuale, nonché del ruolo e delle prerogative del Sindacato.

Il Giudice del Lavoro ha inoltre precisato che non si ravvisa alcuna antisindacalità nel mancato utilizzo degli ammortizzatori sociali in alternativa alla chiusura.

Sulla base di tali presupposti, il Tribunale di Firenze ha condannato la società a revocare la lettera di apertura della procedura ex l. n. 223/1991 e a porre in essere le procedure di consultazione e confronto previste dal CCNL e dall’accordo aziendale.

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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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