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Archivio per categoria: Giurisprudenza

Omissione delle procedure di informazione e consultazione sindacale e cessazione dell’attività di impresa

28 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con il decreto del 20 settembre 2021 il Tribunale di Firenze ha affermato che è antisindacale la condotta della società che, in violazione del contratto collettivo e degli accordi aziendali, impedisce alle organizzazioni sindacali di interloquire nella fase di formazione della decisione di procedere alla cessazione totale dell’attività d’impresa.

 Nel caso di specie, la società dopo aver omesso le procedure di consultazione e confronto previste dal CCNL aziende metalmeccaniche e dagli specifici accordi aziendali, aveva collocato tutti i dipendenti in ferie/permesso o aspettativa retribuita ed avviato la procedura di licenziamento collettivo senza il preventivo ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il Tribunale ha osservato che, pur non essendo in discussione la discrezionalità dell’imprenditore rispetto alla decisione di cessare l’attività di impresa (espressione della libertà garantita dall’art. 41 Cost.), nondimeno la scelta imprenditoriale deve essere attuata con modalità rispettose dei principi di buona fede e correttezza contrattuale, nonché del ruolo e delle prerogative del Sindacato.

Il Giudice del Lavoro ha inoltre precisato che non si ravvisa alcuna antisindacalità nel mancato utilizzo degli ammortizzatori sociali in alternativa alla chiusura.

Sulla base di tali presupposti, il Tribunale di Firenze ha condannato la società a revocare la lettera di apertura della procedura ex l. n. 223/1991 e a porre in essere le procedure di consultazione e confronto previste dal CCNL e dall’accordo aziendale.

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Comportamenti illeciti del lavoratore e controlli difensivi

28 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza n. 25732 del 22 settembre 2021, la Corte di Cassazione ha affermato che il datore di lavoro, in presenza di un fondato sospetto circa la commissione di un illecito, può porre in essere controlli anche tecnologici per la tutela di beni estranei al rapporto di lavoro nonché al fine di evitare comportamenti illeciti, purché sia assicurato un corretto bilanciamento tra le esigenze di protezione di interessi e beni aziendali, correlate alla libertà di iniziativa economica, rispetto alle imprescindibili tutele della dignità e della riservatezza del lavoratore, sempre che il controllo riguardi dati acquisiti successivamente all’insorgere del sospetto.

In assenza di tali condizioni la verifica della utilizzabilità a fini disciplinari dei dai raccolti dal datore di lavoro dovrà essere condotta alla stregua dell’art. 4 l. n. 300/1970.

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Fallimento e trasferimento di azienda

21 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza n. 24691 del 14 settembre 2021 la Corte di Cassazione ha affermato che nell’ipotesi di trasferimento d’azienda, ai fini dell’operatività degli effetti previsti dall’art. 47, comma 5, della legge n. 428 del 1990 (esclusione dei lavoratori eccedentari dal passaggio presso il cessionario), in caso di trasferimento di imprese o parti di imprese il cui cedente sia oggetto di una procedura fallimentare non occorre il requisito della cessazione dell’attività di impresa, di essa costitutivo, da riferire esclusivamente alla procedura di amministrazione straordinaria.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/05/low-angle-view-skyscrapers_1359-1105.jpg 417 626 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-09-21 15:15:472021-09-21 15:15:47Fallimento e trasferimento di azienda

Sorveglianza dei dipendenti e telecamere nascoste

13 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con la sentenza n. 32234 del 26 agosto 2021 la Corte di Cassazione ha affermato che anche a seguito delle modifiche apportate all’art. 4 l. n. 300/1970 dal c.d. Jobs Act, costituisce reato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

La Corte ha infatti precisato che la normativa vigente (art. 4 e 38 l. n. 300/1970) – come rimodulata dall’art. 23 del d.lgs. n. 151/2015 – letta in combinato disposto con i principi di cui al d.lgs. n. 196/2003, ha mantenuto integra la disciplina sanzionatoria per la violazione dell’art. 4 St. Lav.

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Patto di non concorrenza e risoluzione unilaterale

13 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con ordinanza n. 23723 del 1° settembre 2021 la Corte di Cassazione ha ribadito che la previsione della risoluzione del patto di non concorrenza rimessa all’arbitrio del datore di lavoro concreta una clausola nulla per contrasto con norme imperative.

La Corte, in particolare, ha affermato che il fatto che il recesso dal patto di non concorrenza sia avvenuto in costanza di rapporto non rileva, poiché i rispettivi obblighi si cristallizzano al momento della sottoscrizione del patto.

Ad avviso dei Giudici l’apposizione del patto al contratto impedisce al dipendente di progettare il proprio futuro lavorativo, comprimendo la sua libertà: detta compressione, dunque, non può avvenire senza l’obbligo di un corrispettivo da parte del datore, che finirebbe per essere escluso ove al datore stesso venisse concesso di liberarsi ex post dal vincolo.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2020/10/l-uomo-in-tuta-firma-contratto_23-2147711015.jpg 417 626 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-09-13 22:10:072021-09-13 22:10:07Patto di non concorrenza e risoluzione unilaterale

Legittima la sospensione del docente privo del Green Pass

2 Settembre 2021/in Giurisprudenza

Con i decreti n. 4531 e n. 4532 del 2 settembre 2021 il TAR Lazio ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui viene stabilito l’obbligo di possesso del Green Pass per il personale docente.

Il Tribunale, in particolare, ha osservato che il prospettato diritto del personale scolastico a non essere vaccinato, tralasciata la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, avuto presente che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza.

In ogni caso il predetto diritto è riconosciuto dal legislatore il quale prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2.

In caso di mancato possesso della certificazione verde, l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione prevista dal comma 2 del l’art.9 ter, d.l. n. 52/2021 e la mancata adibizione del personale scolastico ad altre e diverse mansioni è quindi correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni del personale scolastico, specie di quello docente.

https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2021/04/doctor-holding-covid-19-vaccine-bottle_23-2148920209.jpg 360 640 Admin2 https://www.studiolegalealbi.com/wp-content/uploads/2019/07/logo-albi.png Admin22021-09-02 21:49:592021-09-02 21:56:30Legittima la sospensione del docente privo del Green Pass
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Prof.Avv.
Pasqualino Albi

Pasqualino Albi è professore ordinario di diritto del lavoro nel dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Pisa e avvocato giuslavorista. È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di diritto del lavoro, fra le quali tre monografie.

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