Con la circolare 18 aprile 2018, n. 8 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito importanti istruzioni operative in materia di tirocini formativi extracurriculari.
In particolare, l’ente ispettivo ha inteso redigere delle specifiche indicazioni operative volte ad individuare situazioni di elusione della normativa, in contesti imprenditoriali in cui si faccia un uso sproporzionato dei tirocini extracurriculari in rapporto all’organico aziendale.
A tal proposito deve tenersi conto che la raccomandazione del Consiglio UE del 10 marzo 2014 definisce – a livello europeo – il tirocinio come “una pratica lavorativa di durata limitata, retribuita o no, con una componente di apprendimento e formazione, il cui obiettivo è l’acquisizione di un’esperienza pratica e professionale finalizzata a migliorare l’occupabilità e facilitare la transizione verso un’occupazione regolare”.
Sono esclusi da tali indicazioni operative i tirocini curriculari, quelli transnazionali svolti all’estero o presso un ente sovranazionale, quelli per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso e i tirocini per l’accesso alle professioni ordinistiche.
Il contratto a tempo determinato dopo la riforma del 2014
/in PubblicazioniUn recente contributo di Pasqualino Albi sulla riforma del contratto a termine (d.l. n. 34/2014 conv. in l. n. 78/2014).
Il contributo è pubblicato nel volume curato da F. Carinci e G. Zilio Grandi, Le politiche del lavoro del Governo Renzi, atto I. Continua a leggere
La magnifica presenza dell’art. 18
/in Rassegna stampaUna riflessione di Pasqualino Albi sul dibattito suscitato dalla proposta di riforma dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
Albi IlTirreno 14.10.14
Il Jobs Act e la grande trasformazione del lavoro
/in Rassegna stampaLa grande trasformazione del lavoro in atto va ben oltre i confini della riforma promossa dal Jobs Act e presuppone uno sforzo di previsione dei mutamenti profondi del tessuto economico italiano in un contesto globale.
Albi Il Tirreno 1.10.14
Convegno del 9 luglio 2014 Roma – mobilità del personale nelle società a partecipazione pubblica
/in News ed EventiIl 9 luglio 2014 Pasqualino Albi ha partecipato a Roma ad un convegno (organizzato da Optime) sui vincoli assunzionali e sulla mobilità del personale nelle società a partecipazione pubblica; è stata l’occasione per una prima valutazione del d.l. n. 90/2014 e sui suoi effetti sul rigido modello dell’organizzazione del lavoro che caratterizza questo settore.
Tirocini formativi: la circolare INL
/in PrassiCon la circolare 18 aprile 2018, n. 8 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito importanti istruzioni operative in materia di tirocini formativi extracurriculari.
In particolare, l’ente ispettivo ha inteso redigere delle specifiche indicazioni operative volte ad individuare situazioni di elusione della normativa, in contesti imprenditoriali in cui si faccia un uso sproporzionato dei tirocini extracurriculari in rapporto all’organico aziendale.
A tal proposito deve tenersi conto che la raccomandazione del Consiglio UE del 10 marzo 2014 definisce – a livello europeo – il tirocinio come “una pratica lavorativa di durata limitata, retribuita o no, con una componente di apprendimento e formazione, il cui obiettivo è l’acquisizione di un’esperienza pratica e professionale finalizzata a migliorare l’occupabilità e facilitare la transizione verso un’occupazione regolare”.
Sono esclusi da tali indicazioni operative i tirocini curriculari, quelli transnazionali svolti all’estero o presso un ente sovranazionale, quelli per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso e i tirocini per l’accesso alle professioni ordinistiche.
Nuove tutele per le vittime di molestie
/in NormativaLa legge 27 dicembre 2017, n. 205 (pubblicata in G.U. 29 dicembre 2017 n. 302) ha introdotto un nuovo regime protettivo a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici vittime di molestie, inserendo i commi 3-bis e 3-ter all’interno dell’art. 26 d.lgs. n. 198 del 2006.
Secondo la nuova disciplina vengono censurati con la sanzione della nullità gli atti ritorsivi compiuti a danno dei lavoratori e delle lavoratrici che abbiano denunciato di aver subito molestie. Tale regime sanzionatorio, tuttavia, non può essere garantito nel caso in cui sia accertata, anche con sentenza di primo grado, la responsabilità penale del denunciante per i reati di calunnia o diffamazione ovvero l’infondatezza della denuncia.
I datori di lavoro sono tenuti ad assicurare condizioni di lavoro tali da garantire l’integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori, anche concordando con le organizzazioni sindacali dei lavoratori le iniziative, di natura informativa e formativa, più opportune al fine di prevenire il fenomeno delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro.