La Scuola Superiore Sant’Anna e Ti Forma con il patrocinio di Utilitalia e di Confservizi Cispel Toscana, hanno organizzato la QUINTA edizione del Corso di Alta Formazione “Il diritto del lavoro in trasformazione” che si terrà a Firenze, presso la sede di Ti Forma, a partire dal prossimo venerdì 2 marzo.
Il percorso formativo intende sviluppare ed approfondire il dibattito scientifico e professionale sui temi attuali posti dalle recenti riforme del mercato del lavoro ricondotte al c.d. Jobs Act.
L’obiettivo è, dunque, rivolgere lo sguardo alle profonde trasformazioni del lavoro, dimostrando attenzione alle ricadute nel diritto vivente e al dialogo fra dottrina e giurisprudenza nella ricerca di un delicato equilibrio fra diritti fondamentali della persona che lavora ed esigenze organizzative dell’impresa.
Il corso è rivolto a tutti coloro che ricoprono incarichi con funzione direttiva o di alta responsabilità nelle aree delle risorse umane e delle relazioni sindacali presso imprese private e a partecipazione pubblica, in particolare quelle che erogano servizi pubblici locali, pubbliche amministrazioni ed enti pubblici. E’, inoltre, rivolto ad avvocati, consulenti del lavoro e commercialisti.
il termine ultimo per iscriversi è fissato per il giovedì 22 febbraio.
Nei prossimi giorni saranno disponibili, sul sito della Scuola Sant’Anna, tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione on line al corso, nella sezione dedicata ai corsi di alta formazione.
Ecco il programma del corso
Il costo medio orario nei servizi ambientali
/in NormativaCon decreto direttoriale n. 70/2017 del 1° agosto 2017 è stato determinato il costo medio orario del lavoro dei dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali del settore privato con decorrenza dai mesi di gennaio, febbraio, aprile e dicembre 2017, da gennaio e ottobre 2018, nonché da gennaio e marzo 2019.
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La sicurezza sul lavoro a dieci anni dal d.lgs. n. 81/2008
/in News ed EventiIl prossimo 21 giugno si svolgerà a Trieste il Convegno Nazionale dedicato al tema della sicurezza sul lavoro, promosso da Università degli Studi di Trieste, CGIL e INCA Nazionale e del Friuli Venezia Giulia, Università Statale di Milano.
Sarà l’occasione per tracciare nuove prospettive in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, alla luce dell’esperienza applicativa del d.lgs. n. 81/2008.
Critica su facebook e licenziamento per giusta causa
/in GiurisprudenzaCon la decisione 27 aprile 2018, n. 10280 la Corte di Cassazione ha dichiarato legittimo il licenziamento della dipendente che aveva pubblicato sulla propria bacheca facebook un post offensivo nei confronti della società datrice di lavoro.
Secondo il Collegio la condotta della lavoratrice costituisce giusta causa di recesso, in quanto “la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca ‘facebook’ integra un’ipotesi di diffamazione, per la potenziale capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, posto che il rapporto interpersonale, proprio per il mezzo utilizzato, assume un profilo allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione”.
Condotte vessatorie e risarcimento del danno
/in GiurisprudenzaCon la sentenza n. 3871 del 2018 la Corte di Cassazione ha ribadito il proprio orientamento in tema di risarcibilità del danno all’integrità psico-fisica derivante da condotte vessatorie, per le ipotesi in cui non possa provarsi l’intento persecutorio sotteso a tali condotte.
Secondo gli Ermellini “nell’ipotesi in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno patito alla propria integrità psico-fisica in conseguenza di una pluralità di comportamenti del datore di lavoro e dei colleghi di natura asseritamente vessatoria il giudice del merito, pur nell’accertata insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare tutti gli episodi addotti dall’interessato e quindi della configurabilità di una condotta di mobbing, è tenuto a valutare se alcuni dei comportamenti denunciati, seppure non accomunati dal fine persecutorio, siano ascrivibili a responsabilità del datore di lavoro, che possa essere chiamato a risponderne, nei limiti dei danni a lui imputabili”.
Al via il corso di alta formazione in diritto del lavoro
/in News ed EventiLa Scuola Superiore Sant’Anna e Ti Forma con il patrocinio di Utilitalia e di Confservizi Cispel Toscana, hanno organizzato la QUINTA edizione del Corso di Alta Formazione “Il diritto del lavoro in trasformazione” che si terrà a Firenze, presso la sede di Ti Forma, a partire dal prossimo venerdì 2 marzo.
Il percorso formativo intende sviluppare ed approfondire il dibattito scientifico e professionale sui temi attuali posti dalle recenti riforme del mercato del lavoro ricondotte al c.d. Jobs Act.
L’obiettivo è, dunque, rivolgere lo sguardo alle profonde trasformazioni del lavoro, dimostrando attenzione alle ricadute nel diritto vivente e al dialogo fra dottrina e giurisprudenza nella ricerca di un delicato equilibrio fra diritti fondamentali della persona che lavora ed esigenze organizzative dell’impresa.
Il corso è rivolto a tutti coloro che ricoprono incarichi con funzione direttiva o di alta responsabilità nelle aree delle risorse umane e delle relazioni sindacali presso imprese private e a partecipazione pubblica, in particolare quelle che erogano servizi pubblici locali, pubbliche amministrazioni ed enti pubblici. E’, inoltre, rivolto ad avvocati, consulenti del lavoro e commercialisti.
il termine ultimo per iscriversi è fissato per il giovedì 22 febbraio.
Nei prossimi giorni saranno disponibili, sul sito della Scuola Sant’Anna, tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione on line al corso, nella sezione dedicata ai corsi di alta formazione.
Ecco il programma del corso
Potere disciplinare e lavoro subordinato
/in GiurisprudenzaIn tema di accertamento dei presupposti della subordinazione, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23846 del 2017 ha precisato che “l’assenza di un potere disciplinare non può, di per sé, comportare la negazione del vincolo di subordinazione”.
Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva ravvisato la sussistenza del potere disciplinare “nell’esistenza di un codice di comportamento preventivo e nell’attribuzione del potere di indurne l’applicazione in capo al datore, pur entro i limiti fisiologici di prestazioni standardizzate soggette a continui controlli e diretti interventi di correzione che lasciano uno spazio minore all’esplicazione del potere disciplinare datoriale così come è inteso comunemente”.