AMIANTO E NEOPLASIA POLMONARE: LA QUESTIONE DEL NESSO CAUSALE
Si ripropone ancora una volta di fronte alla Suprema Corte la disamina del nesso di causalità fra neoplasia polmonare ed esposizione all’amianto.
Nel caso di specie l’esposizione all’amianto del lavoratore deceduto appare collegata ad eventi esterni (fumo e pleurite tubercolare sofferta dall’età di 16 anni).
La società ricorrente ha sostenuto che non esisteva una diagnosi certa sull’origine della malattia tumorale che aveva colpito il lavoratore e che l’esposizione ad amianto nell’attività lavorativa non era idonea di per se stessa a determinare l’evento.
Mancava per il datore ricorrente il raggiungimento della soglia di esposizione dotato di sufficienza causale (pari a 25 fibre/anno).
A fronte di un nesso causale disturbato da fattori endogeni, la Corte dispone che “La colpevolezza attiene invece al giudizio di prevedibilità ed evitabilità dell’evento in ragione delle conoscenze di un imprenditore di media diligenza del settore’’. Ritiene inoltre la Corte che a fronte di leggi scientifiche che non consentono un’assoluta certezza del nesso di causalità, la regola da applicare sia la preponderanza dell’evidenza.
Lavoro intermittente: la circolare INL
/in PrassiCon circolare del 15 marzo 2018 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ribadito che la stipulazione di un contratto di lavoro intermittente, in assenza di valutazione dei rischi, comporta la conversione del rapporto di lavoro intermittente in un ordinario rapporto di lavoro subordinato.
L’Ispettorato precisa, inoltre, che “la conversione dei rapporti intermittenti in rapporti di lavoro ordinario non può in ogni caso confliggere con il principio di effettività delle prestazioni, secondo cui i trattamenti, retributivo e contributivo, dovranno essere corrisposti in base al lavoro – in termini quantitativi e qualitativi – realmente effettuato sino al momento della conversione”.
Prestazioni assistenziali: il calendario dei pagamenti
/in PrassiCon il messaggio n. 20 del 4 gennaio 2018, l’INPS pubblica il calendario dei pagamenti delle prestazioni assistenziali.
Come specificato dall’ente previdenziale, la legge di Bilancio 2018 ha previsto che i trattamenti pensionistici, gli assegni, le prestazioni erogate agli invalidi civili e le rendite vitalizie dell’INAIL vengano effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese – o il giorno successivo, se si tratta di giornata festiva o non bancabile – con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative.
Assenza ingiustificata e legittimità del licenziamento
/in GiurisprudenzaLa Corte di Cassazione con sentenza n. 26465 dell’8 novembre 2017 ha ritenuto ingiustificata l’assenza dal posto di lavoro, ancorché fondata su uno stato di malattia esistente, quando vi sia stata “omissione del comportamento attivo prescritto a carico del lavoratore”. Pertanto “il protrarsi dell’assenza non assistita dall’adempimento degli obblighi [prescritti] costituisce inadempimento così grave da giustificare il licenziamento”.
Nel caso di specie, il lavoratore, a seguito di un periodo di malattia, non era rientrato sul posto di lavoro, omettendo di comunicare le ragioni della “nuova” assenza, protrattasi per un periodo superiore a quattro giorni.
Pluralità di fatti e giusta causa di recesso
/in GiurisprudenzaCon la sentenza n. 25762 del 30 ottobre 2017 la Corte di Cassazione ha ribadito il proprio orientamento in tema di giusta causa di recesso, sostenendo che “qualora il licenziamento sia intimato per giusta causa, consistente non in un fatto singolo ma in una pluralità di fatti, ciascuno di essi autonomamente costituisce una base idonea per giustificare la sanzione, a meno che colui che ne abbia interesse non provi che solo presi in considerazione congiuntamente, per la loro gravità complessiva, essi sono tali da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro; ne consegue che, salvo questo specifico caso, ove nel giudizio di merito emerga l’infondatezza di uno o più degli addebiti contestati, gli addebiti residui conservano la loro astratta idoneità a giustificare il licenziamento”
Amianto e neoplasia polmonare
/in GiurisprudenzaAMIANTO E NEOPLASIA POLMONARE: LA QUESTIONE DEL NESSO CAUSALE
Si ripropone ancora una volta di fronte alla Suprema Corte la disamina del nesso di causalità fra neoplasia polmonare ed esposizione all’amianto.
Nel caso di specie l’esposizione all’amianto del lavoratore deceduto appare collegata ad eventi esterni (fumo e pleurite tubercolare sofferta dall’età di 16 anni).
La società ricorrente ha sostenuto che non esisteva una diagnosi certa sull’origine della malattia tumorale che aveva colpito il lavoratore e che l’esposizione ad amianto nell’attività lavorativa non era idonea di per se stessa a determinare l’evento.
Mancava per il datore ricorrente il raggiungimento della soglia di esposizione dotato di sufficienza causale (pari a 25 fibre/anno).
A fronte di un nesso causale disturbato da fattori endogeni, la Corte dispone che “La colpevolezza attiene invece al giudizio di prevedibilità ed evitabilità dell’evento in ragione delle conoscenze di un imprenditore di media diligenza del settore’’. Ritiene inoltre la Corte che a fronte di leggi scientifiche che non consentono un’assoluta certezza del nesso di causalità, la regola da applicare sia la preponderanza dell’evidenza.
Come si scrive l’accordo sul welfare?
/in News ed EventiIl prossimo 18 giugno parteciperò ad un seminario in tema di premi di risultato e welfare aziendale, alla luce del quadro normativo vigente.
L’incontro, oltre ad una generale funzione formativa, è orientato ad esaminare i profili operativi e pratici della disciplina e si pone l’obiettivo di indicare e discutere i criteri per la redazione degli accordi aziendali in materia, illustrando le principali novità sulle erogazioni datoriali nell’ambito del welfare aziendale.