Hanno ormai veste definitiva il decreto legislativo sulla disciplina organica dei contratti di lavoro e sulla nuova disciplina delle mansioni nonché il decreto legislativo sulla conciliazione vita – lavoro.
I due decreti (d.lgs. n. 81/2015 e d.lgs. n. 80/2015) sono stati infatti pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno 2015 e sono entrati in vigore oggi, 25 giugno 2015.
Nel decreto legislativo n. 81/2015 vi sono novità molto importanti in tema di contratto di lavoro a progetto e di collaborazioni coordinate e continuative così come non può trascurarsi che le discipline concernenti le tipologie contrattuali flessibili (contratto a termine, contratto di somministrazione, contratto di lavoro a tempo parziale, contratto di lavoro intermittente, contratto di apprendistato, lavoro accessorio) sono state accorpate in un unico testo con alcune variazioni che dovranno essere oggetto di attenta valutazione.
Di grande rilievo è altresì la nuova disciplina delle mansioni del lavoratore: il legislatore, dopo 45 anni, riscrive il testo dell’art. 2103 cod. prevedendo, sotto vari profili, la possibilità del demansionamento del lavoratore.
Non trascurabili sono gli effetti del decreto legislativo n. 80/2015 sulla disciplina concernente la conciliazione vita – lavoro.
Il nuovo art. 4 dello statuto dei lavoratori: Firenze, 13 novembre 2015
/in News ed EventiIl seminario, che si terrà a Firenze il prossimo 13 novembre 2015, si propone di offrire una panoramica completa ed aggiornata sul tema dei controlli a distanza dell’attività lavorativa secondo la disciplina vigente dal 24 settembre 2015 (art. 23 d.lgs. n. 151/2015) e, al tempo stesso, di approfondire il tema sul piano pratico ed operativo, esaminando le modifiche organizzative aziendali resesi necessarie dopo la riforma.
Nel corso del seminario sono previsti momenti di dibattito per l’analisi di casi pratici e di problemi operativi.
La seconda parte del seminario è dedicata ad una serie di simulazioni che interesseranno i profili critici dell’implementazione del nuovo modello nell’organizzazione aziendale.
I termini di impugnazione del licenziamento
/in GiurisprudenzaCon sentenza del 7 ottobre 2015, n. 20068, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti temporali per l’impugnabilità del licenziamento.
La Corte ha infatti affermato che l’impugnazione del licenziamento costituisce “una fattispecie a formazione progressiva, soggetta a due distinti e successivi termini decadenziali, rispetto alla quale risulta indifferente il momento perfezionativo dell’atto di impugnativa vero e proprio; la norma non prevede infatti la perdita di efficacia di un’impugnazione già perfezionatasi (dunque già pervenuta al destinatario) per effetto della successiva intempestiva attivazione dell’impugnante in sede contenziosa, ma impone un doppio termine di decadenza affinché l’impugnazione stessa sia in sé efficace”.
Il primo termine, chiarisce la Corte, sarà rispettato ove “l’impugnazione sia trasmessa entro 60 giorni dalla ricezione degli atti indicati da parte del lavoratore il quale, da tale momento, avendo assolto alla prima delle incombenze di cui è onerato, è assoggettato a quella ulteriore, sempre imposta a pena di decadenza, di attivare la fase giudiziaria entro il termine prefissato”.
L’impugnazione per essere efficace (ferma ovviamente la ricezione da parte del datore di lavoro), richiede il rispetto di un doppio termine di decadenza, che è interamente rimesso al controllo dello stesso impugnante.
Andare in pensione a 70 anni?
/in GiurisprudenzaCon sentenza del 4 settembre 2015, n. 17589, le Sezioni Unite della Suprema Corte, hanno affermato che non sussiste un diritto potestativo del lavoratore alla prosecuzione del rapporto di lavoro fino a settant’anni di età.
Secondo le Sezioni Unite l’art. 24, comma 4, d.l. n. 201/2011 convertito in legge dalla l. n. 214/2011, offre solo “la possibilità che, grazie all’operare di coefficienti di trasformazione calcolati fino a 70 anni, si creino le condizioni per consentire ai lavoratori interessati la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti previsti dalla disciplina del settore” sempreché vi sia una concorde valutazione delle parti “sulla base dei una reciproca valutazione di interessi”.
L’infortunio della lavoratrice assassinata dal convivente
/in GiurisprudenzaCon sentenza del 7 settembre 2015, n. 17685, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno escluso l’indennizzabilità dell’infortunio in itinere nel caso della lavoratrice assassinata dal suo convivente lungo il percorso da casa al luogo di lavoro giacché la donna aveva subito un rischio riguardante la sua vita personale non causalmente legato all’adempimento dell’obbligazione lavorativa o al percorso per recarsi nel luogo di lavoro.
Licenziamento, gravidanza, aborto
/in GiurisprudenzaCass. civ., sez. L, 14 luglio 2015, n. 1472: una interessante e delicata decisione sulla nullità del licenziamento comminato ad una lavoratrice in stato di gravidanza interrotta entro il centottantesimo giorno.
Jobs Act: in G.U. due nuovi decreti legislativi
/in NormativaHanno ormai veste definitiva il decreto legislativo sulla disciplina organica dei contratti di lavoro e sulla nuova disciplina delle mansioni nonché il decreto legislativo sulla conciliazione vita – lavoro.
I due decreti (d.lgs. n. 81/2015 e d.lgs. n. 80/2015) sono stati infatti pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno 2015 e sono entrati in vigore oggi, 25 giugno 2015.
Nel decreto legislativo n. 81/2015 vi sono novità molto importanti in tema di contratto di lavoro a progetto e di collaborazioni coordinate e continuative così come non può trascurarsi che le discipline concernenti le tipologie contrattuali flessibili (contratto a termine, contratto di somministrazione, contratto di lavoro a tempo parziale, contratto di lavoro intermittente, contratto di apprendistato, lavoro accessorio) sono state accorpate in un unico testo con alcune variazioni che dovranno essere oggetto di attenta valutazione.
Di grande rilievo è altresì la nuova disciplina delle mansioni del lavoratore: il legislatore, dopo 45 anni, riscrive il testo dell’art. 2103 cod. prevedendo, sotto vari profili, la possibilità del demansionamento del lavoratore.
Non trascurabili sono gli effetti del decreto legislativo n. 80/2015 sulla disciplina concernente la conciliazione vita – lavoro.